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31/07/2009 - Lettera dei Colleghi di Latina

La nostra associazione ha ricevuto il suo primo riconoscimento formale. I colleghi di Latina, infatti, hanno indirizzato una lettera aperta al loro Direttore, alla rsu, ai sindacati della "triplice" e, dulcis in fundo, a noi dell'ILA.

Prima di discutere del contenuto, credo che questa lettera dimostri che siamo sulla strada giusta, in quanto va incontro alle istanze, presenti su tutto il territorio nazionale, di un soggetto unitario che dia finalmente unica voce ai problemi del corpo ispettivo. Questa lettera dev'essere un motivo in più per raccogliere adesioni nella propria sede e nelle sedi vicine, per iniziare a fare attività per l'associazione, insomma, per darci una mossa!

Quanto al metodo, avevamo già discusso dell'opportunità di revocare la disponibilità del mezzo proprio, riflettendo sull'azione dei colleghi di Viterbo, ed avevamo già espresso il nostro parere in quella sede.

Ecco, qui, il testo completo della lettera:

Al Direttore Sede

Alle RSU Sede

Ai Segretari Provinciali CGIL CISL UIL

Ai Segretari Nazionali FP CGIL CISL UIL

Alla ILA

Nel comunicare che 31 funzionari Ispettori del Lavoro di Latina hanno revocato la disponibilità del proprio mezzo di trasporto per lo svolgimento dei compiti istituzionali di questo Servizio Ispezione, si vuole cogliere l’occasione per esporre le ragioni, nuove e meno nuove, che sono alla base di questa protesta.

Il Ministero del Lavoro svolge da sempre la propria attività istituzionale solo grazie alla disponibilità del personale ispettivo all’utilizzo del proprio mezzo di trasporto, senza peraltro prevedere rimborsi adeguati (vedi tabelle ACI) adottate da qualsiasi azienda privata in casi simili.

Nello svolgimento della propria attività ispettiva istituzionale, questo personale viene indennizzato al pari di personale amministrativo statale che occasionalmente viene inviato in missione per conto del proprio ufficio, con somme inadeguate € 0,26 ovvero € 0,86 all’ora, mentre agli appartenenti ad altri organi di vigilanza, compresi quelli tutelati e vigilati dal Ministero stesso, viene corrisposto un trattamento economico ben superiore a quello previsto per gli Ispettori delle DPL.

Il Ministero emana progetti di trasparenza ed uniformità, mettendo nei fatti il personale alla berlina di chiunque voglia, correttamente o meno, sindacare sull’attività svolta dallo stesso, senza prevedere forme assicurative generali che permettano un’adeguata tutela del medesimo. Evidenzia, giustamente, che una pratica ispettiva è una pratica dell’ufficio e non dell’ispettore, ma di fronte agli attacchi esterni nessuna forma di tutela viene posta in essere dai responsabili degli uffici, titolari reali dell’attività di vigilanza.

Il Ministero emana note di procedimentalizzazione dell’attività ispettiva che prevedono, tra l’altro, forti responsabilità nei confronti dei Capi delle Unità e/o Capi Linea, senza però provvedere ad adeguate forme di remunerazione per tali responsabilità.

Il Ministero ridisegna le forme di produttività degli uffici e di ciascun ispettore, giustamente
rapportando la produttività ai numeri, ma di fatto metendo a disposizione delle risorse del tutto inadeguate rispetto all’attività programmata con evidenti ripercussioni sul raggiungimento degli obiettivi prospettati.

Per tutti i suindicati motivi e nell’assoluto silenzio delle sigle sindacali, questo Personale ha valutato di non poter più dare la disponibilità finora offerta con la messa a disposizione di mezzi e risorse personali (autovetture private, utenze telefoniche personali, anticipo delle spese di missione ecc.).

Si chiede alle OO.SS. Provinciali e Nazionali di voler portare a conoscenza la Direzione Generale dell’Attività Ispettiva, nonché le Autorità più rappresentative sul territorio, di questa situazione divenuta ormai insostenibile. Ciò per le aumentate difficoltà operative del Personale ispettivo, ormai impossibilitato ad espletare le proprie funzioni istituzionali, a causa dei continui tagli di risorse, con conseguenze negative in materia di tutela della sicurezza delle condizioni di lavoro nel territorio provinciale, dove la presenza dell’organo ispettivo si è negli ultimi tempi notevolmente ridotta.

Si chiede altresì, di voler, nei tempi brevi, convocare una assemblea del Personale ispettivo per valutare l’opportunità di dichiarare lo “stato di agitazione”, ovvero altre forme di lotta.

Latina 22.6.09
Il Personale Ispettivo della DPL di Latina

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