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Vicenda Battaglino: Lettera del Direttore Generale, dr. Danilo Papa, al direttore del quotidiano "La Stampa"

Di seguito riportiamo, senza ulteriori commenti, la puntuale risposta del Direttore Generale per l'Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, su quanto comparso sulla stampa relativamente ad una fantomatica sanzione comminata nei confronti di un agricoltore di Castellinaldo d'Alba.

Lo staff ILA

 

Alla cortese attenzione del

Dott. Mario Calabresi

Direttore “La Stampa”

Ora che il chiasso e lo sdegno di chi, con facile empatia, vuol apparire vicino ai cittadini si è finalmente placato, spero ci sia abbastanza spazio per queste poche righe per esprimere la mia preoccupazione e quella – credo – di tutti gli ispettori del lavoro per come è stata dipinta la vicenda del sig. Battaglino.

Le è mai capitato di essere fermato con la sua auto da una pattuglia di Carabinieri e di dover mostrare i documenti? La reazione è certamente di fastidio ma la verità è che, finché non siamo personalmente coinvolti, i controlli ci fanno sentire sicuri, tant'è che quando non ci sono siamo pronti a lamentarci. Nel nostro caso c'è stato un controllo che, come spesso avviene in agricoltura, viene effettuato "a vista": dove ci sono persone che lavorano si chiedono i documenti, si acquisiscono delle dichiarazioni spontanee e si rilascia, come chiede la legge, una verbalizzazione di quanto è stato fatto. Non si è proceduto a notificare alcuna sanzione, anche perché applicare una sanzione in materia di lavoro non è come multare un'auto per divieto di sosta. Occorre accertare l'identità delle persone, per chi lavorano, con quale contratto, quale sia e se ci sia una attività imprenditoriale... Ci sono mille elementi che devono essere acquisiti e valutati. È così che funziona l'ispezione del lavoro ed è per questo che si chiede successivamente un incontro presso gli Uffici. Eppure il Suo giornale e le televisioni hanno parlato di importi di 20 mila euro e, a chiusura della vicenda, hanno detto che il Ministero "ha fatto un passo indietro", "il Ministero ci ha ripensato". Ecco, questo mi preoccupa e dovrebbe preoccupare tutti noi, perché non è così che stanno le cose. Il Ministero non ha fatto nessun passo indietro perché non ha mai fatto alcun passo avanti. Gli ispettori del lavoro hanno fatto il proprio dovere accertando chi fossero le persone nel vigneto e chiedendo, per il mercoledì successivo, un incontro in Ufficio per completare l'accertamento. Eppure in tanti, pur di attirare l'attenzione di lettori e telespettatori, hanno parlato di sanzioni e di aberrazioni, mortificando il lavoro degli ispettori. Mi chiedo allora chi è che veramente ha fatto male il proprio mestiere? perché nessuno ha mai chiesto al sig. Battaglino di mostrare il "pezzo di carta" con il quale gli si chiede di pagare 20 mila euro prima di scriverci una notizia? perché non si è voluto capire prima di gettare fango sul lavoro di chi il lavoro lo difende e lo tutela? Voglio credere che sia stato solo il fremito di uno (sperato) scoop e voglio quindi auspicare che, anche senza i titoli cubitali dei giorni scorsi, sia qualcun altro a fare "un passo indietro".

 

Cordiali saluti

 

Danilo Papa

Direttore Generale per l'attività ispettiva, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

 

Roma, 5 ottobre 2015