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09/07/2010 - Lettera aperta ai Ministri Sacconi, Tremonti e Brunetta

Onorevoli Ministri,

a seguito dell’entrata in vigore del Decreto Legge n.78/2010, concernente “Misure urgenti in materia di stabilizzazione e competitività economica”, particolare perplessità ha suscitato la lettura della norma contenuta nel comma 6 dell’art. 12, relativa al taglio delle missioni nell’Amministrazione Pubblica.

La disposizione, infatti, non chiarisce fino in fondo se ne siano interessati anche gli ispettori del lavoro, creando incertezze.

Con la presente nota si chiede di fare chiarezza su tali incongruenze, emendando la norma in sede di conversione del Decreto Legge. Una simile disposizione appare, infatti, in contrasto con lo spirito del Decreto Legge; se scopo di quest’ultimo è la razionalizzazione degli sprechi interni all’Amministrazione Pubblica al fine della loro ottimizzazione, non sembra opportuno ridurre i fondi destinati a quella parte della Pubblica Amministrazione quotidianamente impegnata al contrasto dell’evasione fiscale e contributiva, del lavoro sommerso e della mancanza di sicurezza sui luoghi di lavoro, causa di costi sociali insostenibili per una società moderna come è quella italiana.

In un momento di grave crisi economica come questa, sarebbe invece importante potenziare tutte le risorse per l’attività svolta dagli ispettori del Ministero del Lavoro, così da ridurre drasticamente sia l’evasione fiscale sia gli infortuni sui luoghi di lavoro che spesso sfociano nelle inaccettabili morti bianche.

L’attuale fase che il Paese attraversa potrebbe divenire l’occasione storica per completare il progressivo avvicinamento tra le Istituzioni interessate, avviato con l’approvazione del Decreto Legislativo 124/’04 – frutto della visione riformista del Prof. Marco Biagi –, dando origine ad un’Agenzia Ispettiva del Lavoro.

La linea tracciata dal Decreto 124/’04, difatti, evidenzia come l’ispezione nei confronti di un’impresa non possa più essere frazionata, ma debba essere il più possibile unitaria, in quanto sempre più spesso le violazioni di norme di sicurezza, di diritto del lavoro, contributive,  assicurative e fiscali sono interdipendenti. D’altro canto, non è neppure accettabile che un’azienda sia soggetta ad ispezioni a più riprese, seppure da parte di organismi diversi.

La creazione di un soggetto unitario, titolare esclusivo delle ispezioni nei confronti delle imprese, svolte in modo professionale da funzionari ispettivi esperti del mondo del lavoro a 360 gradi, risponderebbe davvero all’esigenza di contenimento dei costi per l’Amministrazione dello Stato e ad una più razionale ed efficace azione ispettiva, di cui tutti – comprese le aziende – si gioverebbero.

Restando disponibili ad un confronto su questi argomenti, si coglie l’occasione per porgere distinti saluti.

IL PRESIDENTE I.L.A.

Gerardo Donato LANZA