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Ispettorato nazionale del lavoro: incontro con il Direttore Generale Paolo Pennesi. Al personale ispettivo.

Cari colleghi,

lo scorso 20 ottobre, l’ILA ha incontrato il Direttore Generale dell’INL allo scopo di chiarire alcune delle dinamiche della nuova ed imminente struttura in cui confluiranno, seppure con modalità diverse, gli Ispettori del Lavoro, gli Ispettori INPS e quelli INAIL.

Numerose sono state le tematiche affrontate nel lungo colloquio con il dr. Pennesi, ma alcune di primaria importanza per il personale ispettivo e sulle quali riteniamo opportuno soffermarci con la presente nota.

Per cominciare, stante anche le molteplici sollecitazioni raccolte, l’Associazione ha posto all’attenzione del Capo dell’Ispettorato la necessità di conservare la peculiarità dell’attività ispettiva, in particolare quella della vigilanza tecnica, specie a seguito degli ultimi interventi normativi.

Tale vigilanza infatti, con il cosiddetto “Decreto Gambacciani”, in molte DTL, ha smarrito la specificità del ruolo dei tecnici, distribuito in una sorta di vigilanza generalista in materia lavoristica, sottacendo le specifiche professionalità, quella degli ispettori ordinari e quella dei tecnici, che mal si conciliano per formazione e specializzazione negli specifici settori di intervento. Confondere il ruolo dell’ispettore tecnico con quello del collega ordinario rappresenta un pericolo che riteniamo sia opportuno evitare nel nascente Ispettorato e che penalizzerebbe l’efficacia dell’azione ispettiva. In tal senso, l’ILA ha chiesto la conservazione dei due distinti ruoli, quello dell’ispettore Tecnico ed quello dell’Ispettore Ordinario,  ribadendo i compiti ad essi demandati anche nel rispetto del Decreto Direttoriale del 21 maggio 2001 a firma della Dott.ssa Paola Chiari, ad oggi mai abrogato.

Sulla questione, Il dottor Pennesi, oltre a ribadire di non aver mai pensato all’eliminazione delle aree tecniche, ha confermato altresì il permanere dei due profili (tecnico e ordinario) sebbene ipotizzando la revisione del predetto decreto in particolare apportando qualche correttivo sulle materie di competenza dei tecnici, ad esempio stralciando le verifiche sulla cassa integrazione ed i  contratti di solidarietà che finiscono con il distogliere l’attenzione dall’attività di vigilanza tecnica in senso proprio. Inoltre, il Direttore Generale dell’INL, ha convenuto che la vigilanza in materia prevenzionistica debba continuare a 360°, benché le aree tecniche siano numericamente meno cospicue di quelle ordinarie data l’esigua dotazione di personale.

Nel prosieguo dell’incontro è stata confermata da parte del DG l’organizzazione del nuovo ispettorato in tre macro – aree e precisamente:

-          AREA LAVORO, costituita dagli Ispettori del lavoro;

-          AREA PREVIDENZIALE, composta da Ispettori INPS con l’iniziale supporto di 700 Ispettori del Lavoro Ordinari;

-          AREA ASSICURATIVA, composta da Ispettori INAIL, affiancati da 200 Ispettori del Lavoro Ordinari.

 In merito a tale schema organizzativo, l’ILA, in prima istanza, ha proposto la creazione di una quarta macro area, denominata “AREA TECNICA” ovvero “AREA SICUREZZA”. La proposta non ha convinto tuttavia il dottor Pennesi data, a suo parere, l’esiguità del contingente tecnico per creare una macro area dedicata di dimensioni accettabili.

Pertanto, ragionando nell’ottica dell’organizzazione per tematiche e delle materie affini, l’Associazione, in subordine alla formazione della quarta area, ha avanzato l’idea di realizzare una terza macro area (TECNICA ovvero TECNICO-ASSICURATIVA) in cui confluiscono assieme le anime assicurativa, infortunistica e della sicurezza e pertanto gli ispettori INAIL, l’iniziale dotazione delle 200 unità di ispettori ordinari del lavoro insieme agli ispettori tecnici unitamente a coloro che già attualmente gravitano nelle unità operative di vigilanza tecnica. Il dott. Pennesi sulla proposta si è riservato di valutarne la fattibilità/opportunità.

L’incontro ha poi affrontato la tematica del coordinamento. Sulla questione, l’Associazione ha ribadito di ritenere che la funzione di coordinamento non può che essere svolta dal personale appartenente ai ruoli del nascente Ispettorato, ferma restando la massima disponibilità a collaborare e coordinarsi con i referenti degli altri Istituti. In tal senso, Il dottor Pennesi ha precisato che il ruolo di coordinatore sarà svolto da un capo SIL, ispettore del lavoro, personalmente selezionato da lui, il quale organizzerà l’attività integrata dei vari settori, interfacciandosi con i coordinatori dell’area previdenziale e area assicurativa. Questi ultimi dovrebbero essere gli attuali coordinatori di vigilanza Inps e Inail.

A garanzia dell’efficacia dell’azione ispettiva, l’ILA ha richiesto il pieno e completo accesso alle banche dati degli Istituti, senza alcuna limitazione, per tutto il personale ispettivo.

 

Rimane invece il dubbio circa le modalità di selezione dei 900 ispettori ordinari che confluiranno nelle 2 aree, previdenziale e assicurativa, né si ha certezza di quali saranno le mansioni che gli stessi andranno a svolgere. Appaiono altresì poco chiari i contenuti della funzione di coordinamento che verrebbe ad essere svolta da parte dei coordinatori degli Istituti nei confronti degli ispettori del lavoro assegnati alle aree previdenziale e assicurativa.

In merito a tale questione, Il dottor Pennesi ha accennato all’ipotesi di una prima fase di opzione volontaria da parte degli ispettori ordinari i quali, tutti, a rotazione e nel tempo dovranno affiancare i colleghi Inps ed Inail, in modo da creare un corpo ispettivo organico e saldamente strutturato.

La conversazione è poi sfociata sulla problematica dell’ “orario di lavoro”. Il dottor Pennesi ha accennato all’imminente uscita di una circolare in cui è previsto l’obbligo per tutti gli ispettori del lavoro di recarsi in ufficio, con “timbratura in sede”, una volta la settimana. In tale giornata viene effettuata la classica programmazione e diventa occasione di confronto e verbalizzazione. L’orario di lavoro viene articolato in maniera più flessibile. Infatti, pur sempre nel rispetto dell’obbligo contrattuale delle 36 ore settimanali, è possibile completare l’orario di lavoro in “luoghi” diversi dall’ufficio, facendo uso della strumentazione disponibile a supporto degli ispettori (computer portatili, accesso da remoto agli applicativi ed alle banche dati). Non si esclude inoltre la possibilità per ognuno di recarsi in ufficio a seconda delle proprie necessità, ma senza l’obbligo della timbratura.

Tenuto conto della peculiarità dell’attività ispettiva e della particolare articolazione dell’orario di lavoro, oltre che di una organizzazione di tal fatta, l’Associazione ha dato voce ad alcune segnalazioni provenienti da iscritti, riguardo comportamenti e prassi tenuti in alcuni uffici territoriali, dove le tematiche dell’orario di lavoro, del tempo del viaggio, dello straordinario fuori sede, sembrerebbe vengano gestite in maniera poco uniforme e non perfettamente rispondente alle indicazioni fornite dalla DGAI. In merito alla questione, l’Associazione ha chiesto al dr. Pennesi di dettagliare in modo preciso i comportamenti del personale ispettivo sin dalla nascita dell’INL, così da evitare interpretazioni disomogenee da parte degli uffici territoriali del personale.

In ultimo, ma non da ultima, è stata affrontata la problematica legata agli incentivi da distribuire al personale ispettivo. Stante l’incertezza circa l’ammontare  e gli oneri previdenziali e fiscali, ma soprattutto non potendo, al momento, affrontare la nodosa questione del differente e sperequato trattamento economico riservato ad ispettori che svolgono in sostanza la stessa attività e con le medesime qualifiche, l’ILA ha quantomeno chiesto un intervento migliorativo immediato sulle somme del DM incentivante l’attività ispettiva, affinché la quota destinata all’uso del mezzo proprio venga sottratta all’imponibile e venga considerata non  più come “incentivo” ma  come “rimborso”.

 

Venezia, lì 08/11/2016

 

Il Presidente

Gerardo Donato Lanza