Salta navigazione.
Home

Sentenza n. 24981/2016 del 06/12/2016 della Corte di Cassazione ha affermato che non è irragionevole subordinare la corresponsione da parte dell’Inps dell’assegno sociale alla titolarità della carta di soggiorno.

Gentili colleghi,

ritenendo di fare cosa gradita nei confronti degli associati e non, lo Staff ILA, segnala la Sentenza n. 24981/2016 del 06/12/2016 della Corte di Cassazione ha affermato che non è irragionevole subordinare la corresponsione da parte dell’Inps dell’assegno sociale alla titolarità della carta di soggiorno, in quanto la stessa è indicativa di un radicamento sul territorio, pertanto, ratione temporis, trova applicazione l’art. 80, comma 19, della legge n. 388/2000.<

Altre notizie utili su Sito ILA – Ispettori del lavoro Associati<, Pagina Facebook ILA – Ispettori del lavoro Associati<

Sentenza n. 24981/2016 del 06/12/2016 della Corte di Cassazione<

Sentenza n. 24981/2016 del 06/12/2016 della Corte di Cassazione ha affermato che non è irragionevole subordinare la corresponsione da parte dell’Inps dell’assegno sociale alla titolarità della carta di soggiorno, in quanto la stessa è indicativa di un radicamento sul territorio, pertanto, ratione temporis, trova applicazione l’art. 80, comma 19, della legge n. 388/2000.<

Civile Sent. Sez. L Num. 24981 Anno 2016 Presidente: D'ANTONIO ENRICA Relatore: DORONZO ADRIANA Data pubblicazione: 06/12/2016<

SENTENZA

sul ricorso 25397-2011 proposto da:

I.N.P.S. - ISTITUTO NAZIONALE PREVIDENZA SOCIALE C.F. 80078750587, in persona del Presidente e legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CESARE BECCARIA 29, presso l'Avvocatura Centrale dell'Istituto, rappresentato e difeso dagli Avvocati CLEMENTINA PULLI, MAURO RICCI, giusta delega in atti;

- ricorrente -

contro

XXXXXX XXXXX XXXXXX XXXXXXXXX C.F. XXXXXXXXXXX, domiciliata in ROMA PIAZZA CAVOUR presso LA CANCELLERIA DELLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE, rappresentata e difesa dall'avvocato ROBERTO PICCOLO, giusta delega in atti;

- controrícorrente -

avverso la sentenza n. 534/2011 della CORTE D'APPELLO di FIRENZE, depositata il 26/04/2011 R.G.N. 775/2010; udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 28/09/2016 dal Consigliere Dott. ADRIANA DORONZO;

udito l'Avvocato RICCI MAURO;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. CARMELO CELENTANO che ha concluso per l'accoglimento del primo motivo del ricorso.

R.G. n. 25397/2011

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1. La Corte d'appello di Firenze, con sentenza pubblicata il 26 aprile 2011, ha accolto l'appello proposto da Xxxxxx xxxxx xxxxxx xxxxxxxxx contro la sentenza resa dal Tribunale di Arezzo che, nel contraddittorio con l'Inps, aveva rigettato la domanda proposta dall'appellante volte.., ad ottenere l'assegno sociale.

2. A fondamento del decisum, la Corte ha ritenuto che la norma prevista dall'art. 80, comma 19, L. 388/2000 - nella parte in cui subordina la concessione del beneficio alla titolarità della carta di soggiorno - si pone in contrasto con la disciplina comunitaria, e in particolare con l'art. 14 della convenzione Cedu< come interpretata dalle numerose sentenze della Corte costituzionale (n. 11/2009, 306/2008, n. 187/2010), con riferimento ad altri trattamenti assistenziali, sicché essa deve essere disapplicata. Ha poi rilevato che la Xxxxxx era in possesso dei requisiti previsti per il riconoscimento della prestazione, risiedendo in Italia da oltre 10 anni ed in possesso di regolare permesso di soggiorno con scadenza al 16 ottobre 2010. Inoltre, sussisteva il requisito anagrafico, avendo ella compiuto 65 anni di età, ed il requisito reddituale. Su quest'ultimo elemento ha rilevato che il permesso di soggiorno Ce per i soggiornanti di lungo periodo non era stato concesso all'appellante in quanto priva di reddito, il quale per disposizione di legge non può essere inferiore a quello previsto per l'assegno sociale (pari a € 5.317,65). Inoltre, ricorrevano elementi presuntivi da cui poteva desumersi la mancanza di un reddito inferiore al limite di legge e, in particolare, la dichiarazione dei redditi presentata dalla figlia della ricorrente, da cui risultava che la stessa era a totale carico della dichiarante.

3. Contro la sentenza, l'Inps propone ricorso per cassazione sulla base di tre motivi, cui resiste con controricorso la Xxxxxx. L'Inps deposita memoria ex art. 378 cod.proc.civ.

Motivi della decisione

1. Il primo motivo di ricorso è costituito dalla violazione dell'art. 80, comma 19, L. 23 dicembre 2000, n. 388. L'Inps assume che l'assegno sociale a favore di cittadino extracomunitario richiede tra i suoi presupposti che il destinatario sia titolare della carta di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo e che tale disposizione è conforme ai principi costituzionali, rientrando nell'autonomia gestionale dello Stato e del legislatore modulare il riconoscimento di prestazioni assistenziali in ragione di elementi oggettivi, anche con riferimento ai riflessi che tali prestazioni hanno sulla finanza pubblica. Rileva altresì che il giudice ordinario, ove ravvisi un contrasto tra la norma interna e norme della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, non può disapplicare la prima ma deve al più sollevare questione di legittimità costituzionale.

2. Con il secondo motivo si denuncia la violazione e fa falsa applicazione dell'art. 3 L. 8/8/1995, n. 335 e 26 L. 30/4/1969, n. 153. Assume che la parte non aveva provato la sussistenza degli altri requisiti previsti per il riconoscimento della provvidenza, e in particolare il requisito reddituale, come imposto dall'art. 3 citato, mediante dichiarazione fatta in sede amministrativa e sulla base di dichiarazione negativa della agenzia delle entrate.

3. Con il terzo motivo si denuncia l'omessa e insufficiente motivazione della sentenza nella parte in cui ha ritenuto provato il requisito reddituale in assenza di riscontri documentali e operando un ragionamento presuntivo fondato in realtà su una mera presunzione semplice.

4. La questione posta con il primo motivo è stata già affrontata da questa Corte con la sentenza del 30 ottobre 2015 n. 22261, in cui Si è affermato il seguente principio di diritto: «In tema di corresponsione dell'assegno sociale di cui alla I. n. 335 del 1995, art. 3, c. 6, non è irragionevole la previsione di cui all'art. 80 c. 19 I. 28/12/2000 n. 388, applicabile ratione temporis, che subordina il godimento per gli stranieri legalmente residenti in Italia alla titolarità della carta di soggiorno, indicativa del radicamento sul territorio, trattandosi di emolumento che prescinde dallo stato di invalidità e, pertanto, non investe la tutela di condizioni minime di salute o gravi situazioni di urgenza» (v. pure Cass., ord. 14 febbraio 2014, n. 3521).

5. Questo principio rimane confermato anche alla luce della recente ordinanza della Corte costituzionale 15 luglio 2016, n. 180, che nel riaffrontare la questione di legittimità costituzionale dell'art. 80, comma 19, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2001), «nella parte in cui subordina al requisito della titolarità della carta di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, la concessione agli stranieri legalmente soggiornanti nel territorio dello Stato da almeno dieci anni, del beneficio dell'assegno sociale previsto dall'art. 3, comma 6, della legge n. 335/1995 e successive integrazioni», ha rilevato e ribadito che l'art. 1, comma 1, della legge 6 agosto 2008, n. 133 - il quale stabilisce che «"a" decorrere dal 1 gennaio 2009, l'assegno sociale di cui all'articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, è corrisposto agli aventi diritto a condizione che abbiano soggiornato legalmente in via continuativa, per almeno dieci anni nel territorio nazionale», «appare comunque indicativa dell'orizzonte entro il quale il legislatore ha ritenuto di disporre in una materia del tutto singolare come questa dell'assegno sociale, dal momento che il nuovo e più ampio limite temporale richiesto ai fini della concessione del beneficio risulta riferito non solo ai cittadini extracomunitari ma anche a quelli dei Paesi UE e financo - stando allo stretto tenore letterale della norma - agli stessi cittadini italiani (ordinanza n. 197 del 2013); che, dunque, non vi sarebbe violazione dei principi enunciati dall'art. 14 della CEDU, e dall'art. 1 del Protocollo addizionale alla Convenzione stessa, in quanto «da un lato, non risulterebbe evocabile alcun elemento di discriminazione tra cittadini extracomunitari, a seconda che risultino o no titolari del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, e, dall'altro lato, neppure sussisterebbe una disparità di trattamento tra cittadini stranieri e italiani, posto che il requisito temporale del soggiorno riguarderebbe tutti i potenziali fruitori del beneficio» (ordinanza n. 197 del 2013, citata); che, infine, la previsione di un limite di stabile permanenza (per dieci anni) sul territorio nazionale come requisito per ottenere il riconoscimento del predetto beneficio appare adottata, piuttosto che sulla base di una scelta di tipo meramente "restrittivo", sul presupposto, per tutti «gli aventi diritto», di un livello di radicamento più intenso e continuo rispetto alla mera presenza legale nel territorio dello Stato e, del resto, in esatta corrispondenza alla previsione del termine legale di soggiorno richiesto per il conseguimento della cittadinanza italiana, a norma dell'art. 9, comma 1, lettera f), della legge 5 febbraio 1992, n. 91 (Nuove norme sulla cittadinanza); che, alla luce dei riferiti rilievi, la questione proposta deve essere dichiarata manifestamente inammissibile".

6. Il giudice del merito, disapplicando l'art. 80, comma 19, I. cit., non si è attenuto a questi principi, sicché la sentenza deve essere cassata e rinviata ad altro giudice d'appello affinché accerti se, nel periodo compreso tra la data della domanda amministrativa (11/11/2008) e il 1°/1/2009, - data indicata dal D.L. n.112 del 2008, art. 20, comma 10, convertito in L. n. 133 del 2008, a partire dalla quale l'assegno sociale è corrisposto agli aventi diritto a condizione che gli stessi abbiano soggiornato legalmente nel territorio nazionale in via continuativa per almeno dieci anni, norma non applicabile al caso in esame ratione temporis (Cass. ord. 6 maggio 2013, n. 10460) - sussistevano le condizioni per la concessione della provvidenza richiesta.

7. Resta così assorbito l'esame degli altri motivi di ricorso, riguardanti la prova del requisito reddituale. Il giudice del rinvio provvederà anche sulle spese di questo giudizio.

P.Q.M.

La Corte accoglie ricorso; cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla corte d'appello di Firenze, in diversa composizione.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 28 settembre 2016

Sito Corte Costituzionale<

Archivio delle Sentenze della Corte di Cassazione<<

Relazioni e Documenti della Corte di Cassazione<<

InfoCuria - Giurisprudenza della Corte di Giustizia<

News ILA lavoro 2016<

News ILA sicurezza 2016<

Ispettori del lavoro Associati<

Pagina Facebook ILA – Ispettori del lavoro Associati<

Sentenza n. 25201/2016 del 07/12/2016 della Corte di Cassazione ampliamento di campo del licenziamento per giustificato motivo oggettivo che potrà ricorrere per aumentare la redditività.<

Sentenza n. 26808/2016 del 22/12/2016 della Corte di Cassazione<

Sentenza n. 26933/2016 del 23/12/2016 della Corte di Cassazione Vigilanza congiunta: la notifica del verbale è dell’Ispettorato del Lavoro Svolgimento del processo. Ricorso al Tribunale di Siracusa del 28/04/2003.<

Sentenza n. 24566/2016 del 01/12/2016 della Corte di Cassazione ha stabilito che la detenzione, in ambito extra lavorativo, di un significativo quantitativo di sostanze stupefacenti a fine di spaccio è idonea a integrare la giusta causa di licenziamento<

Sentenza n. 26467/2016 del 21/12/2016 della Corte di Cassazione “nel licenziamento motivato con la soppressione del posto di lavoro, il datore di lavoro, in presenza di altre posizioni aziendali disponibili, sia pur di contenuto professionale inferiore...<

Corte di giustizia dell’Unione europea COMUNICATO STAMPA n. 143/16 Lussemburgo, 21 dicembre 2016 uno Stato membro di opporsi, in talune circostanze, a licenziamenti collettivi nell’interesse della protezione dei lavoratori e dell’occupazione.<

Sentenza n. 18507/2016 del 21/09/2016 della Corte di Cassazione ricorso, da parte del datore, ad una agenzia investigativa per verificare l'attendibilità della certificazione medica di lombosciatalgia presentata dal lavoratore.<

Sentenza n. 24455/2016 del 30/11/2016 della Corte di Cassazione non può essere licenziato per giusta causa il dipendente che, improvvisamente trasferito in un altro reparto e senza un congruo preavviso, si rifiuta di lavorare.<

Sentenza n. 34900/2007 del 17/09/2007 della Corte di Cassazione “Lavoratori minorenni privi di visita medica e Improcedibilità penale”<

Sentenza n. 1315/2016 del 15/12/2016 del TAR Reggio Calabria Anomalia dell’offerta, il nuovo Codice impone il rigoroso rispetto degli obblighi retributivi minimi<

Sentenza n. 24803/2016 del 05/12/2016 della Corte di Cassazione “la prova nel licenziamento per giustificato motivo oggettivo”<

Infortunio sul Lavoro: Sentenza n. 24442/2016 del 30/11/2016, Infortunio con una macchina impastatrice. Responsabilità contrattuale o extracontrattuale tra datore, venditore e costruttore<

Infortunio sul lavoro - Sentenza n. 23781/2016 del 22/11/2016 Postumi non cumulabili derivati da infortunio.<

Infortunio sul lavoro: Sentenza n. 44327/2016 del 30/09/2016 della Corte di Cassazione, Art. 71 del D. Lgs. n. 81/2008 Il datore di lavoro ha l’obbligo di verificare la sicurezza delle macchine introdotte nella propria azienda<

Sentenza n. 22489/2016 del 04/11/2016 della Corte di Cassazione la quale dichiara che non può configurarsi una risoluzione del rapporto per mutuo consenso se il lavoratore nelle more dello svolgimento dell’iter giudiziale trova un’altra occupazione<

 Sentenza n. 22550/2016 del 07/11/2016 Legittimo il licenziamento del dipendente pubblico che si sottrae per due volte alla visita medica di idoneità fisica.<

Sentenza n. 45394/2016 del 31/03/2016 In caso di procedimento per evasione fiscale legato all’emissione di fatture inesistenti non può essere emessa sentenza di condanna senza consentire all’imputato di ammettere come prova il libro dei beni ammortizzabil<

Sentenza n. 23397/2016 del 17/11/2016 della Corte di Cassazione. Le SEZIONI UNITE DELLA CASSAZIONE hanno deciso che il credito previdenziale di cui alle cartelle non opposte soggiace a termine di 5 anni (e non 10).<

Sentenza n. 39023/2016 del 15/03/2016 della Corte di Cassazione. Appalto e infortunio durante i lavori in quota. Se i dipendenti sono stati informati dei rischi, il committente non è responsabile.<

Sentenza n. 45198/2016 del 07/04/2016 della Corte di Cassazione dove la Cassazione spiega che se il Datore di lavoro installa telecamere senza autorizzazione anche se le tiene spente è comunque reato.<

Sentenza n. 19557/2016 del 30/09/2016 della Corte di Cassazione ai fini dei presupposti applicativi della disciplina in materia di licenziamento non possono essere computati nell’organico i dipendenti delle sedi estere dell’azienda<

Sentenza n. 22323/2016 del 03/11/2015 della Corte di Cassazione con la quale si ritiene discriminatorio con effetti ritorsivi il licenziamento del lavoratore disposto per giustificato motivo oggettivo ritenuto insussistente, allorquando le vere ragioni ..<

Sentenza n. 22936/2016 del 10/11/2016 della Corte di Cassazione “in caso di rapporto part-time verticale annuo, i periodi di riposo vanno riconosciuti ai fini del pieno accredito della contribuzione”.<

Sentenza n. 20327/2016 del 10 ottobre 2016 Corte di Cassazione. La responsabilità solidale non è applicabile alle P.A.<

Sentenza n. 44927/2016 della Corte di Cassazione Locali Sporchi: l'accertamento degli ispettori ASL può essere anche solo visivo<

Sentenza n. 21901/2016 della Corte di Cassazione con la quale è stata ritenuta illegittimo il licenziamento per superamento del periodo di comporto dovuto al trauma derivante da un episodio di rapina verificatosi presso i locali aziendali.<

Sentenza n. 21710/2016 della Corte di Cassazione con la quale la Corte ha affermato la natura subordinata di un responsabile di filiale di call-center anche se il datore di lavoro non ha mai esercitato nei suoi confronti il potere disciplinare<

Sentenza della Corte di Cassazione n. 39058/2016 Lavoratore autonomo precipita per circa 6m. da un parapetto a mensola metallica. Responsabilità del DL dell'impresa affidataria per aver creato il pericolo<

Sentenza della Corte di Cassazione n. 20594/2016 del 12/10/2016 che afferma la competenza della Direzione provinciale-ispettorato del Lavoro all'irrogazione delle sanzioni relative alla violazione dell'art. 174 cds<

Sentenza n. 1164/2016 con la quale il TAR Piemonte ha dichiarato il difetto di giurisdizione relativamente alla impugnazione al Giudice Amministrativo di un provvedimento di sospensione della attività imprenditoriale per l’impiego di personale in nero.<

sentenza n. 20218/2016 della Corte di Cassazione con la quale ha ritenuto valida la risokkkkone del rapporto da parte del datore di lavoro per assenza ingiustificata dal lavoro per tre giorni consecutivi per l’assenza del lavoratore dal posto di lavoro.<

Sentenza n. 18073/2015 su un infortunio mortale di un lavoratore in un reparto tranceria, con violazione degli artt. 18, comma 1, lett. 4; 26, comma 3; 37, comma 4, d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e illecito amministrativo di cui al D. Lgs. 231/2001<

Sentenza n. 12678/2016 relativa all’infortunio di un lavoratore in nero<

Sentenza Corte di Cassazione n. 17637/2016 del 06/09/2016 La Suprema Corte, ha respinto il ricorso del medico contro il licenziamento stabilito dalla Corte di Appello nel 2013 “Non importa se comportamento fraudolento sia o meno intenzionale”.<

Sentenza del Consiglio di Stato n. 3755/2016 pubblicata il 31 agosto 2016 Ai sensi dell’art. 93 d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50....<

Sentenza Cassazione n. 36285/2016 Ristrutturazioni, la Cassazione sulla responsabilità del direttore dei lavori in caso di crollo per sisma.<

Sentenza della Corte di Cassazione Num. 22717 Anno 2016 Sulla responsabilità per un infortunio durante un nolo a freddo.<

Sentenza Cassazione Penale n. 10448/2010 Omissione di specifica valutazione dei rischi<

Sentenza Penale Corte di cassazione n. 39727/2010 Demolizione di un solaio e mancanza di mezzi di protezione<

Medico Competente: Sorveglianza sanitaria Obbligo per rischi specifici. La Corte di Cassazione, terza sezione penale, con sentenza n. 35425 del 24 agosto 2016, ha confermato la condanna per un medico competente……..<

Sicurezza sul Lavoro: Infoteca dei Riferimenti Informativi per la Sicurezza Università degli Studi di Udine<

Sentenza della Corte di Cassazione 14305/2016 con la quale la Corte di Cassazione, relativamente alla valutazione di legittimità di un licenziamento disciplinare, ha ritenuto che il diritto alla difesa prevale sulle esigenze legate alla segretezza di docu<

Sentenza della Corte di Cassazione n. 26617 del 27 giugno 2016 con la quale si spiega che il reato di esercizio abusivo della professione si configura anche se esercitato sotto forma di Società di Servizi<

Sentenza della Corte di Cassazione n. 15035/2016 con la quale la suprema Corte ha ritenuto non necessario il procedimento di querela di falso per la contestazione di una Ricevuta di Avvenuta Consegna di una PEC di notificazione<

Sentenza n. 24135 del 10.07.2016 della Corte di Cassazione sul Reato di lesioni personali (art. 590 codice penale) commesso nei confronti di una collega<

Sentenza della Cassazione Penale n. 48949 del 11 dicembre 2015 “Lavori in quota: rischi insiti e rischi evitabili”<

Sentenza 15226/2016 della Corte di Cassazione secondo cui “Il lavoratore deve verificare l’invio del certificato di malattia”<

Sentenza n. 4347 del 2 febbraio 2016 della Corte di Cassazione - Sul contenuto del documento di valutazione dei rischi ex art. 28 del D. Lgs. n. 81/2008.<

Sentenza del T.a.r. per il Molise, ord., 12 febbraio 2016, n. 77 che rimette Alla Corte di giustizia la compatibilità con il diritto europeo della norma che prevede l'esclusione della ditta che non ha indicato gli oneri di sicurezza.<

Corte di cassazione, sentenza 18 luglio 2016 n. 14621 Il diritto alla conservazione del posto per il lavoratore tossicodipendente è connesso al mantenimento dell’impedimento derivante dalla permanenza presso la struttura in cui si svolge il programma ter<

Sentenza della Corte di Cassazione n. 29618/2016 pubblicata il 13 luglio 2016 (Presidente: Conti - udienza: 3.6.2016) sulla resistenza aggravata a Pubblico Ufficiale (art. 337 del Codice Penale).<

Sentenza della Corte Costituzionale n° 193/2016 con la quale dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1 della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale)<

Sentenza n. 19208 del 9 maggio 2016 della Corte di Cassazione – “Su quando deve considerarsi concluso un cantiere temporaneo o mobile”<

Sentenza n. 19208 del 9 maggio 2016 della Corte di Cassazione – “Su quando deve considerarsi concluso un cantiere temporaneo o mobile”<

Sentenza della Corte di Cassazione n. 18914 del 17/05/2012 “L’estinzione del reato contravvenzionale ex D. Lgs. 758/1994 per avvenuto e tempestivo pagamento della sanzione amministrativa ridotta si applica anche nel caso in cui a versare la somma non sia<

Sentenza della Corte Costituzionale n. 174/2016 con la quale la Corte dichiara la illegittimità costituzionale della norma che limitava l’ammontare della pensione di reversibilità ....<

Sentenza 13579 del 4 luglio 2016 “pagamento al lavoratore pubblico: delle differenze retributive per le espletate mansioni superiori; ……”<

Sentenza Corte di Cassazione n. 5233 del 2016 pubblicata in data 16/03/2016 “Sicurezza sul lavoro - Omessa vigilanza sull’impiego degli strumenti di protezione - Infortunio - Responsabilità del datore di lavoro – Risarcimento”<

Corte di Cassazione, Sentenze, Relazioni e Documenti.<