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27/11/2010 - Prima Assemblea Nazionale ILA - Documento programmatico e relazioni gruppi di studio

L’ “I.L.A. – Ispettori del Lavoro Associati”, a seguito della sua prima assemblea nazionale, tenutasi a Venezia Mestre il 6 novembre 2010, dopo aver ascoltato in quella sede la relazione introduttiva del suo Presidente, le illustrazioni dei risultati dei questionari e dei gruppi di studio inerenti le problematiche dell’attività ispettiva, l’intervento del Direttore Generale dell’Attività Ispettiva, dichiara quanto segue:

Alla luce dell’evoluzione normativa, la figura dell’ispettore del lavoro viene assumendo una funzione centrale all’interno del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. A tale centralità non ha, sino ad oggi, corrisposto, un adeguato riscontro sul piano del riconoscimento delle peculiarità dell’attività ispettiva, da cui far derivare dovute conseguenze, sul piano economico, organizzativo e strumentale. Diviene, pertanto, indifferibile procedere ad un riconoscimento della tipicità del ruolo degli ispettori del lavoro, sia da parte dei soggetti deputati alla contrattazione collettiva, sia da parte delle forze politiche.

Per tale ragione, l’ILA rivolge anzitutto un appello alla propria Amministrazione ed alle Organizzazioni Sindacali, perché prendano in considerazione le proposte contenute nel documento finale elaborato dai gruppi di studio dell’associazione (che si allega), riguardanti:

  • l’introduzione di una indennità ispettiva, sulla falsariga di quanto già previsto dalla contrattazione integrativa per il personale ispettivo dell’INPS;
  • l’introduzione dell’indennità di polizia giudiziaria, sulla scorta del riconoscimento normativo della funzione di Ufficiale di P.G. al personale ispettivo di questo Ministero;
  • l’introduzione di un sistema di formazione continua ed obbligatoria, con strumenti adeguati al ruolo del personale ispettivo.

Riservandosi di presentare ulteriori proposte, a seguito di altri gruppi di studio, chiede, inoltre, alle medesime parti, di:

  • prevedere, all’interno della Contrattazione Collettiva Integrativa ancora in corso, un orario di lavoro specifico per il personale ispettivo, che tenga conto delle sue particolarità e preveda gli adeguati compensi per l’attività lavorativa svolta in orari disagiati;
  • aggiornare l’irrisoria indennità di missione, ferma al medesimo valore economico da decenni;
  • Valorizzare le specificità che caratterizzano il personale ispettivo con la netta distinzione tra la vigilanza ordinaria e la vigilanza tecnica.
  • porre l’attenzione sulla questione dell’uso del mezzo proprio, ad es. rivedendo l’entità del rimborso Kilometrico per il personale ispettivo che mette a disposizione dell’Amministrazione il proprio mezzo di trasporto, trasformando tale indennizzo in un concreto ristoro per l’usura del veicolo.
  • a seguito degli episodi di violenza subiti da funzionari ispettivi nell’esercizio delle loro funzioni, che si sono succeduti in varie parti d’Italia, da Imperia a Reggio Calabria, da Forlì a Terni, chiediamo che, al di là di un’attestazione di solidarietà nei loro confronti, si discuta sulle forme di tuteladi tipo legale ed assicurativoda riconoscere al personale ispettivo e si avvii una campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul ruolo sociale svolto dal personale ispettivo. A quest’ultimo proposito, l’associazione si riserva di promuovere le iniziative più opportune, considerato che tra le sue finalità statutarie si colloca anche quella di valorizzare il ruolo del personale ispettivo.

Riteniamo che tutti questi problemi debbano essere presi in considerazione dalle parti sociali, trattandosi di questioni annose, che da troppo tempo si trascinano, determinando l’insoddisfazione nel personale ispettivo che, per questa ragione, finisce col cercare altrove il modo per veder valorizzata la propria professionalità, lasciando sguarniti gli Uffici a distanza di pochi anni dall’ultimo concorso bandito. Reputiamo che le Organizzazioni Sindacali, come organizzazioni poste a tutela dei lavoratori, debbano farsene carico, non ritenendo che sia utile per loro, per la loro rappresentatività dei lavoratori, continuare a rimandarne la trattazione.

Per tale ragione, chiediamo loro un incontro per discutere assieme come raggiungere degli obiettivi concreti, entro precise scadenze.  

Rivolgiamo, quindi, un appello ai soggetti politici, perché finalmente considerino le conseguenze del riconoscimento normativo della peculiarità del ruolo ispettivo, prevedendo adeguate risorse – economiche e strumentali – da destinare all’attività di ispezione in materia di legislazione sociale e sicurezza sul lavoro. Un primo passo in questa direzione potrebbe essere il riconoscimento, per legge, dell’indennità di Polizia Giudiziaria al personale ispettivo.

Sapendo, inoltre, che la nostra proposta di costituzione di un’Agenzia Unica del Lavoro – che finalmente unifichi almeno il personale ispettivo dei tre Enti maggiormente coinvolti (Ministero del Lavoro, INPS, INAIL), coordinandosi con il personale ispettivo delle ASL ovvero inglobandolo al suo interno, restituendo interamente allo Stato la funzione di controllo sulla sicurezza sul lavoro – va incontro alle esigenze di semplificazione ed efficacia dell’azione amministrativa ed è, per questa ragione, attualmente oggetto di studio, si rende disponibile sin da subito ad un confronto su questo tema e, più in generale, sui problemi che da decenni affliggono il personale ispettivo di questo Ministero.  

L’ILA vuole essere considerata dall’Amministrazione, dalle OO.SS., dai soggetti politici interlocutore privilegiato su queste ed altre questioni attinenti l’attività ispettiva, in quanto soggetto rappresentativo di una buona parte del personale ispettivo di questo Ministero.

Indirizziamo, infine, un caloroso invito a tutti gli ispettori d’Italia che ancora non siano iscritti alla nostra associazione professionale, affinché si iscrivano al più presto, per darci forza e dare forza alle loro ragioni.

Più saremo, meglio potremo farci valere.

Invitiamo tutti gli ispettori già iscritti a mobilitarsi, per aumentare il numero degli iscritti in tutta Italia, per costituire i Comitati Provinciali e Regionali – nucleo motore dell’associazione sul territorio –, per diffondere le ragioni della nostra associazione professionale.