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Sentenza n. 50019/2017 del 20.09.2017 della Corte di Cassazione “Responsabile dell'infortunio patito dal lavoratore è normalmente il datore. Anche in caso di subentro da parte del figlio nella posizione del padre che diversi anni prima ...”

Gentili colleghi,

ritenendo di fare cosa gradita nei confronti degli associati e non, lo Staff ILA segnala la Sentenza n. 50019/2017 del 20.09.2017 della Corte di Cassazione “Responsabile dell'infortunio patito dal lavoratore è normalmente il datore. Anche in caso di subentro da parte del figlio nella posizione del padre che diversi anni prima ...”<

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Sentenza della Corte di Cassazione n. 50019/2017 del 20.09.2017<

Sentenza n. 50019/2017 del 20.09.2017 della Corte di Cassazione “Responsabile dell'infortunio patito dal lavoratore è normalmente il datore. Anche in caso di subentro da parte del figlio nella posizione del padre che diversi anni prima ...”<

Penale Sent. Sez. 4 Num. 50019 Anno 2017 Presidente: PICCIALLI PATRIZIA Relatore: COSTANTINI FRANCESCA Data Udienza: 20/09/2017<

SENTENZA

sul ricorso proposto da:

XXXXX XXXXXX nato il 06/xx/1965 a CALAMANDRANA

avverso la sentenza del 15/09/2016 della CORTE APPELLO di TORINO

visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;

udita la relazione svolta dal Consigliere FRANCESCA COSTANTINI

Udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore STEFANO TOCCI

che ha concluso per

Il P.G. Tocci Stefano conclude per l'inammissibilità.

Udito il difensore

L'Avv.to Mirate Aldo insiste sull'accoglimento del ricorso ed in subordine l'annullamento con rinvio.

RITENUTO IN FATTO

1. La Corte di appello di Torino, con sentenza del 15 settembre 2016, ha confermato la pronuncia resa dal Tribunale di Alessandria il 6 marzo 2014, che aveva condannato Xxxxx xxxxxx alla pena pecuniaria di C 300,00 di multa per il reato di cui all'art. 590, comma 3 cod. pen., in qualità di datore di lavoro in relazione alle lesioni patite da Yyyyyyyy yyyyyyyyy yyyyyyy a seguito di infortunio sul lavoro.

2. Dalla ricostruzione dei fatti emergente dalle conformi sentenze di merito risulta che Yyyyyyyy yyyyyyyyy yyyyyyy, operano alle dipendenze della società Bxxxxx s.n.c., nell'utilizzare un tornio meccanico, a cui erano state apportate modifiche al sistema di blocco, operando con la mano destra per riposizionare un mandrino attraverso lo sportello aperto, riportava lesioni personali consistenti nello schiacciamento di due dita della mano destra, in quanto la macchina proseguiva nel suo funzionamento a causa delle modifiche apportate. L'addebito veniva mosso nei confronti dell'imputato in quanto, pur essendo incontestato che la modifica al macchinario era stata materialmente apportata almeno sei anni prima da Bxxxxx xxxxxx, padre di Xxxxx xxxxxx, allorquando egli svolgeva all'interno dell'azienda esclusivamente mansioni di natura amministrativa, già a decorrere dal 20 aprile 2009 il ricorrente era subentrato nella conduzione dell'azienda, acquisendo anche specifiche competenze in materia di sicurezza e igiene dell'ambiente di lavoro.

3. Avverso tale pronuncia ha proposto ricorso Xxxxx xxxxxx, tramite il difensore, eccependo:

- violazione di legge in relazione all'art. 521 c.p.p. in quanto il ricorrente è stato ritenuto responsabile dalla Corte di appello non quale datore di lavoro, come indicato nel capo di imputazione, ma quale soggetto delegato ex art. 16 d.lgs. n. 81 del 2008< in piena violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza di cui all'art. 521 c.p.p., non consentendo all'imputato di difendersi sul punto;

- violazione di legge con riferimento agli artt. 16, 17 e 71 d.lgs. 81 del 2008< e vizio di motivazione in quanto i patti sociali dell'aprile 2009 all'esito dei quali la Corte di appello ha ritenuto si fosse realizzata una delega di funzioni dal datore di lavoro Bxxxxx xxxxxx, padre dell'odierno ricorrente, non potevano ritenersi idonei a trasferire le responsabilità in materia di sicurezza sul lavoro trattandosi di un atto formale privo di contenuti concreti, in quanto l'imputato Sergio Berta non possedeva in quel momento i requisiti di professionalità ed esperienza necessari per fare davvero fronte alle nuove responsabilità, essendo stato sino a quel momento assegnato a mansioni amministrativo contabili. Inoltre, all'imputato non venne mai concretamente conferita quella autonomia di spesa che lo svolgimento effettivo delle nuove funzioni avrebbe richiesto né tutti i poteri di controllo gestione ed organizzazione;

- violazione di legge in relazione all'ad. 71 d.lgs. 81 del 2008< e vizio di motivazione in punto di affermazione della penale responsabilità dell'imputato non potendosi formulare alcun giudizio di rimproverabilità nei confronti del medesimo non avendo egli avuto, in considerazione del breve lasso di tempo intercorso tra la citata modifica dei patti sociali e l'infortunio, la materiale possibilità di avvedersi che il tornio presente in azienda fosse stato modificato, atteso che tale modifica era stata effettuata ben sei anni prima;

erronea applicazione della legge penale con riferimento all'ad 62 bis c.p. non essendo state concesse in via di prevalenza le attenuanti generiche nonostante l'imputato fosse persona incensurata e avesse tenuto una corretta condotta processuale;

- erronea applicazione della legge penale con riferimento all'ad 133 c.p. in relazione all'entità della pena inflitta;

Con memoria pervenuta in data 31 agosto 2017 il ricorrente ha proposto motivi nuovi ai sensi dell'ad. 585, comma 4 cod. proc. pen. insistendo sostanzialmente nella richiesta di annullamento della sentenza impugnata per violazione degli artt. 516 e 521 cod. proc. pen.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il ricorso impone le seguenti considerazioni.

2. Sostiene il ricorrente che sarebbe ravvisabile nella specie la violazione dell'ad. 521 cod. proc. pen. poiché la Corte di appello, qualificando la modifica dei patti sociali come ipotesi di delega di funzioni ex art. 16 d.lgs. n. 81 del 2008< e pertanto idonea a far transitare gli obblighi prevenzionali dal precedente amministratore Bxxxxx xxxxxx al figlio Xxxxx xxxxxx, avrebbe di fatto condannato l'imputato per un fatto diverso rispetto a quello contestato. La Corte avrebbe invero, ad avviso della difesa, radicalmente mutato la veste giuridica di datore di lavoro cui la pubblica accusa con l'imputazione e successivamente il giudice di primo grado avevano ricondotto la responsabilità del ricorrente così impedendogli ogni difesa sul punto. In ogni caso, alcun giudizio di rimproverabilità potrebbe muoversi al ricorrente attesa la inconsapevolezza della modifica apportata allo schema di sicurezza del tornio.

2.2. La doglianza è infondata posto che la giurisprudenza di legittimità ha già avuto modo di precisare che, in tema di responsabilità per incidente sul lavoro derivante dall'omissione di condotte dovute in forza di una posizione di garanzia, non si ha violazione del principio di correlazione tra accusa contestata e sentenza quando, fermo restando il fatto storico addebitato, consistente nell'omissione di un comportamento dovuto, in sentenza sia stata individuata una diversa fonte (normativa, regolamentare o pattizia) dell'obbligo gravante sull'imputato (Sez. 4, n. 10773 del 28/06/2000, Masci, Rv. 217624). Ciò in quanto non è ravvisabile alcuna immutazione degli elementi di fatto nel caso in cui il giudice, essendo comunque prospettato nell' imputazione l'obbligo di impedire l'evento, individui per la prima volta in sentenza la fonte dello stesso o lo faccia scaturire da una fonte diversa da quella originariamente prospettata poiché la ragione di imputazione dell'obbligo non è parte del fatto, inteso come accadimento storico che si inquadra nella ipotesi astratta contemplata dalla norma incriminatrice e tale da assumere valenza descrittiva del fatto. Ad ogni buon conto, il motivo di ricorso si presenta generico ed aspecifico omettendo di confrontandosi adeguatamente con le argomentazioni sviluppate nella pronuncia impugnata, che, pur affermando la possibilità nel caso esaminato di ravvisare una ipotesi di delega di funzioni, ha comunque condiviso il percorso argomentativo sviluppato dal primo giudice non escludendo la configurabilità, nelle specie, di una ipotesi di successione nelle posizioni di garanzia. Si legge, infatti, nella sentenza gravata che (cfr. p. 15) " si ribadisce comunque, se le argomentazioni che hanno preceduto non fossero ritenute esaustive, come per giurisprudenza...reventuale condotta colposa di coloro che non hanno attuato in un tempo precedente la misure di protezione e sicurezza attinenti all'espletamento de/lavoro da parte dei prestatori d'opera, non vale a scagionare coloro che, per legge, sono i naturali destinatari dell'obbligo giuridico di sicurezza e cioè, Xxxxx xxxxxx".

3. Sul punto della responsabilità del ricorrente occorre inoltre considerare che, secondo gli insegnamenti della più recente giurisprudenza di legittimità, in tema di reati omissivi colposi, la posizione di garanzia può essere generata non solo da investitura formale, ma anche dall'esercizio di fatto delle funzioni tipiche delle diverse figure di garante mediante un comportamento concludente dell'agente, consistente nella presa in carico del bene protetto, avendo in particolare riguardo alla concreta organizzazione della gestione del rischio. Tale elaborazione, pur dovendosi integrare con l'approccio formale, presenta il pregio ampiamente riconosciuto di aderire allo specifico punto di vista dell'ordinamento penale, selezionando in senso restrittivo il dovere di agire nell'ambito della sterminata congerie di obblighi presenti nell'ordinamento e consente inoltre di fronteggiare situazioni nelle quali, pur in presenza di un vizio della fonte contrattuale dell'obbligo, vi sia stata l'effettiva assunzione del ruolo di garante, la cosiddetta presa in carico del bene protetto; nonché quelle nelle quali si riscontra una situazione di fatto assimilabile, analoga, rispetto a quella prevista dalla fonte legale dell'obbligazione (Sez. U, n. 38343 del 24/04/2014, Espenhahn, Rv. 261107). Con specifico riferimento poi alla materia antinfortunistica si è altresì precisato che, la previsione di cui all'art. 299 d.lgs. n. 81 del 2008< (rubricata esercizio di fatto di poteri direttivi) - per la quale le posizioni di garanzia gravano altresì su colui che, pur sprovvisto di regolare investitura, eserciti in concreto i poteri giuridici riferiti al datore di lavoro e ad altri garanti ivi indicati - ha natura meramente ricognitiva del principio di diritto affermato dalle Sezioni Unite e consolidato, per il quale l'individuazione dei destinatari degli obblighi posti dalle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro deve fondarsi non già sulla qualifica rivestita, bensì sulle funzioni in concreto esercitate, che prevalgono, quindi, rispetto alla carica attribuita al soggetto, ossia alla sua funzione formale (Sez. 4, n. 10704 del 07/02/2012, Rv. 252676). Ed invero, non è dubitabile che nel caso esaminato la posizione di garanzia in cui si trovava il Berta al momento del fatto, avendo egli concretamente assunto la gestione del rischio, con il subentro nella conduzione dell'azienda di famiglia e in ragione dei compiti assunti all'interno di essa a seguito delle citate modifiche dei patti sociali, che gli imponevano di attivarsi positivamente per organizzare le attività lavorative in modo sicuro, garantendo anche l'adozione delle doverose misure tecniche ed organizzative per ridurre al minimo i rischi connessi all'attività lavorativa. Il ricorrente, soggetto destinatario dei citati obblighi di sicurezza, ha dunque violato le specifiche prescrizioni in materia antinfortunistica di cui all'imputazione, omettendo di mettere a disposizione dei lavoratori attrezzature di lavoro conformi alle direttive comunitarie e di provvedere alla manutenzione dei mezzi di lavoro, al fine di eliminare o almeno ridurre i rischi per l'incolumità fisica intrinsecamente connaturati ai processi produttivi dell'attività di impresa, anche nelle ipotesi in cui siffatti rischi derivino da condotte colpose dei prestatori di lavoro; nonché omettendo di fornire ai lavoratori adeguata formazione e informazione sull'uso delle attrezzature da lavoro. Tali obblighi sono da ricondursi, oltre che alle disposizioni specifiche di cui al d.lgs. n. 81 del 2008<, più in generale, anche al disposto dell'art. 2087 cod. civ. in forza del quale il datore di lavoro è comunque costituito garante dell'incolumità fisica e della salvaguardia della personalità morale dei prestatori di lavoro, con l'ovvia conseguenza che, ove non ottemperi all'obbligo di tutela, l'evento lesivo correttamente viene allo stesso imputato in forza del meccanismo previsto dall'art. 40 cod. pen., comma 2 e ciò, anche quando l'attività richiesta sia di breve durata (Sez. 4, n. 43987 del 28/02/2013, Mancuso ed altro, Rv. 257694). Il Berta dunque, seppure subentrato nella posizione di garanzia in data 20.04.2009, aveva comunque avuto la materiale possibilità, essendo l'infortunio avvenuto in data 31.08.2009, di verificare la sicurezza del macchinario in questione e di rimuovere le fonti di pericolo per i lavoratori addetti al suo utilizzo, così come imposto dall'art. 71 del richiamato decreto, ed avrebbe dovuto immediatamente attivarsi in tal senso, considerato peraltro che, come emerso dall'istruttoria dibattimentale ed evidenziato nella sentenza di primo grado, la modifica apportata al tornio era agevolmente riscontrabile al semplice raffronto con le altre macchine dello stesso tipo presenti in azienda e conformi alle caratteristiche costruttive originarie.

4. Sotto tale profilo, dunque, del tutto correttamente le pronunce di merito hanno escluso che potesse attribuirsi alcun rilievo, ai fini della esclusione della responsabilità del ricorrente, al fatto che la modifica al sistema di blocco del portellone del macchinario fosse stata apportata da altro soggetto ed in epoca antecedente al suo subentro nella posizione di garanzia, posto che la disciplina antinfortunistica configura a carico del datore di lavoro e degli altri soggetti obbligati all'osservanza delle misure di prevenzione l'obbligo di attuare le prescritte misure di sicurezza e di disporre ed esigere che esse siano rispettate, e ciò automaticamente, in relazione all'acquisto delle mansioni esercitate e della posizione di preminenza rispetto ai lavoratori (Sez. 4, n. 2445 del 26.3.1986, Oliva, Rv. 172244), sin dall'inizio dell'impiego di macchinari ed impianti (Sez. 3, n. 8727 del 25/06/1985, Boglione, Rv. 170615; Sez. 4, n. 10047 del 07/04/1986, Rossiani, Rv. 173834). Conseguentemente, deve ribadirsi che il subentro di un soggetto nel ruolo di garante della sicurezza, a fronte di una situazione di rischio per i lavoratori riconducibile alla condotta attiva del predecessore, non può valere di per sé ad esonerare da responsabilità il nuovo garante per non aver assolto all'obbligo di fornire misure di prevenzione utili ed efficaci, e a vanificare il collegamento causale tra tale omissione e il fatto lesivo eventualmente derivatone.

5. Per quanto esposto, il ricorso dell'imputato meriterebbe di essere rigettato, occorre, però, rilevare che il reato per il quale si procede risulta estinto per intervenuta prescrizione, essendo spirato il termine massimo, di anni sette e mesi sei, alla data del 28.02.2017, successivamente alla pronuncia della sentenza impugnata. Esclusa, pertanto, sulla scorta delle considerazioni sopra espresse, la sussistenza delle condizioni legittimanti l'adozione di sentenza liberatoria ai sensi dell'art. 129 comma 2, cod. proc. pen. ed esclusa inoltre la inammissibilità del ricorso, che non consentire di rilevare l'intervenuta prescrizione (Sez. U, n. 32 del 22/11/2000, D.L., Rv. 217266), si impone l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata, per essere il reato estinto per prescrizione.

P.Q.M.

Annulla senza rinvio la sentenza impugnata per essere il reato estinto per prescrizione.

Così deciso, il 20 settembre 2017.

Il Consigliere Estensore

Francesca Costantini

Il Presidente

Patrizia Piccialli

 

Sentenza della Corte di Cassazione n. 50019/2017 del 20.09.2017<

 

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Sentenza n. 45198/2016 del 07/04/2016 della Corte di Cassazione dove la Cassazione spiega che se il Datore di lavoro installa telecamere senza autorizzazione anche se le tiene spente è comunque reato.<<<

Sentenza n. 19557/2016 del 30/09/2016 della Corte di Cassazione ai fini dei presupposti applicativi della disciplina in materia di licenziamento non possono essere computati nell’organico i dipendenti delle sedi estere dell’azienda<<<

Sentenza n. 22323/2016 del 03/Il/2015 della Corte di Cassazione con la quale si ritiene discriminatorio con effetti ritorsivi il licenziamento del lavoratore disposto per giustificato motivo oggettivo ritenuto insussistente, allorquando le vere ragioni ..<<<

Sentenza n. 22936/2016 del 10/Il/2016 della Corte di Cassazione “in caso di rapporto part-time verticale annuo, i periodi di riposo vanno riconosciuti ai fini del pieno accredito della contribuzione”.<<<

Sentenza n. 20327/2016 del 10 ottobre 2016 Corte di Cassazione. La responsabilità solidale non è applicabile alle P.A.<<<

Sentenza n. 44927/2016 della Corte di Cassazione Locali Sporchi: l'accertamento degli ispettori ASL può essere anche solo visivo<<<

Sentenza n. 21901/2016 della Corte di Cassazione con la quale è stata ritenuta illegittimo il licenziamento per superamento del periodo di comporto dovuto al trauma derivante da un episodio di rapina verificatosi presso i locali aziendali.<<<

Sentenza n. 21710/2016 della Corte di Cassazione con la quale la Corte ha affermato la natura subordinata di un responsabile di filiale di call-center anche se il datore di lavoro non ha mai esercitato nei suoi confronti il potere disciplinare<<<

Sentenza della Corte di Cassazione n. 39058/2016 Lavoratore autonomo precipita per circa 6m. da un parapetto a mensola metallica. Responsabilità del DL dell'impresa affidataria per aver creato il pericolo<<<

Sentenza della Corte di Cassazione n. 20594/2016 del 12/10/2016 che afferma la competenza della Direzione provinciale-Ispettorato del lavoro all'irrogazione delle sanzioni relative alla violazione dell'art. 174 cds<<<

Sentenza n. Il64/2016 con la quale il TAR Piemonte ha dichiarato il difetto di giurisdizione relativamente alla impugnazione al Giudice Amministrativo di un provvedimento di sospensione della attività imprenditoriale per l’impiego di personale in nero.<<<

sentenza n. 20218/2016 della Corte di Cassazione con la quale ha ritenuto valida la risokkkkone del rapporto da parte del datore di lavoro per assenza ingiustificata dal lavoro per tre giorni consecutivi per l’assenza del lavoratore dal posto di lavoro.<<<

Sentenza n. 18073/2015 su un infortunio mortale di un lavoratore in un reparto tranceria, con violazione degli artt. 18, comma 1, lett. 4; 26, comma 3; 37, comma 4, d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e illecito amministrativo di cui al D. Lgs. 231/2001<<<

Sentenza n. 12678/2016 relativa all’infortunio di un lavoratore in nero<<<

Sentenza Corte di Cassazione n. 17637/2016 del 06/09/2016 La Suprema Corte, ha respinto il ricorso del medico contro il licenziamento stabilito dalla Corte di Appello nel 2013 “Non importa se comportamento fraudolento sia o meno intenzionale”.<<<

Sentenza del Consiglio di Stato n. 3755/2016 pubblicata il 31 agosto 2016 Ai sensi dell’art. 93 d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50....<<<

Sentenza Cassazione n. 36285/2016 Ristrutturazioni, la Cassazione sulla responsabilità del direttore dei lavori in caso di crollo per sisma.<<<

Sentenza della Corte di Cassazione Num. 22717 Anno 2016 Sulla responsabilità per un infortunio durante un nolo a freddo.<<<

Sentenza Cassazione Penale n. 10448/2010 Omissione di specifica valutazione dei rischi<<<

Sentenza Penale Corte di cassazione n. 39727/2010 Demolizione di un solaio e mancanza di mezzi di protezione<<<

Medico Competente: Sorveglianza sanitaria Obbligo per rischi specifici. La Corte di Cassazione, terza sezione penale, con sentenza n. 35425 del 24 agosto 2016, ha confermato la condanna per un medico competente……..<<<

Sicurezza sul Lavoro: Infoteca dei Riferimenti Informativi per la Sicurezza Università degli Studi di Udine<<<

Sentenza della Corte di Cassazione 14305/2016 con la quale la Corte di Cassazione, relativamente alla valutazione di legittimità di un licenziamento disciplinare, ha ritenuto che il diritto alla difesa prevale sulle esigenze legate alla segretezza di docu<<<

Sentenza della Corte di Cassazione n. 26617 del 27 giugno 2016 con la quale si spiega che il reato di esercizio abusivo della professione si configura anche se esercitato sotto forma di Società di Servizi<<<

Sentenza della Corte di Cassazione n. 15035/2016 con la quale la suprema Corte ha ritenuto non necessario il procedimento di querela di falso per la contestazione di una Ricevuta di Avvenuta Consegna di una PEC di notificazione<<<

Sentenza n. 24135 del 10.07.2016 della Corte di Cassazione sul Reato di lesioni personali (art. 590 codice penale) commesso nei confronti di una collega<<<

Sentenza della Cassazione Penale n. 48949 del Il dicembre 2015 “Lavori in quota: rischi insiti e rischi evitabili”<<<

Sentenza 15226/2016 della Corte di Cassazione secondo cui “Il lavoratore deve verificare l’invio del certificato di malattia”<<<

Sentenza n. 4347 del 2 febbraio 2016 della Corte di Cassazione - Sul contenuto del documento di valutazione dei rischi ex art. 28 del D. Lgs. n. 81/2008.<<<

Sentenza del T.a.r. per il Molise, ord., 12 febbraio 2016, n. 77 che rimette Alla Corte di giustizia la compatibilità con il diritto europeo della norma che prevede l'esclusione della ditta che non ha indicato gli oneri di sicurezza.<<<

Corte di cassazione, sentenza 18 luglio 2016 n. 14621 Il diritto alla conservazione del posto per il lavoratore tossicodipendente è connesso al mantenimento dell’impedimento derivante dalla permanenza presso la struttura in cui si svolge il programma ter<<<

Sentenza della Corte di Cassazione n. 29618/2016 pubblicata il 13 luglio 2016 (Presidente: Conti - udienza: 3.6.2016) sulla resistenza aggravata a Pubblico Ufficiale (art. 337 del Codice Penale).<<<

Sentenza della Corte Costituzionale n° 193/2016 con la quale dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1 della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale)<<<

Sentenza n. 19208 del 9 maggio 2016 della Corte di Cassazione – “Su quando deve considerarsi concluso un cantiere temporaneo o mobile”<<<

Sentenza n. 19208 del 9 maggio 2016 della Corte di Cassazione – “Su quando deve considerarsi concluso un cantiere temporaneo o mobile”<<<

Sentenza della Corte di Cassazione n. 18914 del 17/05/2012 “L’estinzione del reato contravvenzionale ex D. Lgs. 758/1994 per avvenuto e tempestivo pagamento della sanzione amministrativa ridotta si applica anche nel caso in cui a versare la somma non sia<<<

Sentenza della Corte Costituzionale n. 174/2016 con la quale la Corte dichiara la illegittimità costituzionale della norma che limitava l’ammontare della pensione di reversibilità ....<<<

Sentenza 13579 del 4 luglio 2016 “pagamento al lavoratore pubblico: delle differenze retributive per le espletate mansioni superiori; ……”<<<

Sentenza Corte di Cassazione n. 5233 del 2016 pubblicata in data 16/03/2016 “Sicurezza sul lavoro - Omessa vigilanza sull’impiego degli strumenti di protezione - Infortunio - Responsabilità del datore di lavoro – Risarcimento”<<<

Sentenza n. 22148/2017 del 31/01/2017 Installazione delle telecamere con il consenso dei dipendenti<<<

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