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04/10/2009 - La protesta dei colleghi di Napoli

Riportiamo due articoli inerenti alla protesta dei colleghi ispettori di Napoli

IL MATTINO del 25 settembre ’09

 

Un sit-in di protesta. Ad organizzarlo mercoledì prossimo 30 settembre saranno i 110 ispettori del lavoro di Napoli e provincia. E il luogo scelto per denunciare il malessere di una situazione a loro dire «insostenibile» è quanto mai emblematico: piazza del Plebiscito, proprio davanti alla Prefettura. L’ente che spesso si è avvalsa del contributo dei funzionari dell’Ispettorato per il controllo sul lavoro nero e la sicurezza sui luoghi di lavoro. In molte task force, infatti il ruolo degli ispettori del Lavoro è quello di coordinare l’equipe composta dai funzionari dell’Asl, dell’Inps e dell’Inail. «Anche se - spiega uno degli ispettori Giovanni Crispino - a fronte di compiti ben più gravosi per noi - gli accertatori, e non ispettori, dell’Inps e dell’Inail percepiscono una retribuzione mensile superiore di circa un terzo». Non si tratta però di una «guerra tra poveri» spiegano, ma di «colmare una sperequazione retributiva e contrattuale che vede, anche comparando il fondo unico di Amministrazione con quello dei ”cugini” dell’Inps e dell’Inail, gli ispettori del Lavoro in un rapporto di 1 a 5 rispetto alle indennità corrisposte». Per questo gli ispettori chiedono l’istituzione di un’unica Agenzia del Lavoro sul modello dell’Agenzia delle Entrate con pari compiti e dignità dei funzionari addetti per contrastare in modo più incisivo, senza duplicazioni negli interventi, il fenomeno del lavoro nero e per vigilare sul rispetto delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso dei disagi e dei malumori e che già da giorni ha portato al blocco delle attività degli ispettori del lavoro nei cantieri e negli altri luoghi di lavoro (negli uffici, comunque, continua l’attività per evadere la mole di pratiche in attesa dopo l’istruttoria e per la definizione delle nuove)è il mancato pagamento delle indennità di missione.

«Abbiamo sempre anticipato di tasca nostra i soldi per le missioni che, effettuavamo con i nostri mezzi di trasporto privati in attesa del rimborso - spiega un altro ispettore Domenico Papa - Ma da novembre del 2008, data dell’ultimo rimborso, non abbiamo più ricevuto nulla». In tutti questi mesi, comunque, il personale ha continuato, con notevole aggravio economico, a svolgere l’attività ispettiva. Ma dal 14 settembre il malumore è sfociato in uno stato di agitazione, per cui gli ispettori nel rinunciare all’uso del mezzo proprio hanno chiesto «l’anticipazione all’Ispettorato del costo del biglietto per il mezzo pubblico».

Un’operazione naufragata, visto i tagli alla pubblica amministrazione. Di qui il blocco. «Le spettanze maturate quest’anno - conclude Papa - sono dai 2500 ai 3500 euro per ogni ispettore. Oltre alle tabelle di missione infatti ci sono i soldi maturati nei confronti del Fondo unico di Amministrazione per il raggiungimento degli obiettivi».

La Protesta dei Colleghi di Napoli
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- La protesta dei colleghi di Napoli

Corriere del Mezzogiorno – Edizione Campania, del 30 settembre ’09

 

Ispettori del lavoro in piazza: in esercizio senza rimborsi dovrebbero ispezionare noi

 

Al Plebiscito i sindacati riuniti davanti la Prefettura per chiedere «il riconoscimento di un ruolo essenziale»

NAPOLI - Sono 110 gli ispettori del lavoro deputati al controllo delle 140 mila attività produttive della provincia e che da più di sei mesi non ricevono rimborsi spese per i sopralluoghi.

Per questo motivo, denunciando «uno stato di crisi permanente del settore», si sono riuniti in piazza del Plebiscito oggi, mercoledì, per protestare con bandiere, striscioni e fischietti davanti agli uffici della Prefettura. Uno slogan su tutti e un appello alle direttive del ministero: «Prevenzione e sicurezza, chi fa rispettare le norme Brunetta?». Tra il rumore assordante le voci degli ispettori e i segnali d'allarme sulle condizioni di espletamento delle stesse funzioni di tutela: «I nostri uffici dovrebbero essere i primi a essere ispezionati, di sicuro l'Asl avrebbe da lavorare».

Un compito quello assegnato agli ispettori del lavoro di primaria importanza: nel dirimere controversie, contrastare il lavoro nero e l'elusione contributiva, e in garanzia della sicurezza dei luoghi e dei cantieri edili. Funzioni per le quali le sigle delle rappresentanze sindacali di base, dei Cub e degli autonomi Confsal, Cgil, Cisl e Uil chiedono «il riconoscimento di un ruolo essenziale. Per la salvaguardia e la tutela dei diritti di cittadinanza, con particolare attenzione alla qualità del proprio lavoro unica garanzia di reale incidenza sul territorio».