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Lettera aperta al Ministro e ai vertici del Ministero del Lavoro (ILA 26/07/2014).

Si riporta di seguito una lettera aperta inviata al Ministro, al Segretario Generale e per conoscenza alle OO.SS. del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

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Cordiali saluti.


Al Ministro MLPS - Giuliano Poletti

 

Al Segretario Generale - Dr. Paolo PENNESI

 

E.p.c. alle OO.SS.: CGIL, CISL, UIL, UGL-INTESA, FLP, USB

A tutto il personale ispettivo del MLPS

 

Preg.mo Ministro Poletti, gent.mo Dr. Pennesi,

la presente nota ha lo scopo di avere un aggiornamento sulle azioni intraprese relativamente alle problematiche del personale ispettivo, discusse in occasione del tavolo tecnico tenutosi presso gli Uffici del Ministero il 05 giugno u.s.<.

Tante sono le criticità ormai ben note a tutti gli addetti ai lavori, ma preme, all’associazione che rappresento, avere notizie sulle determinazioni dell’Amministrazione in merito alle proposte formulate in occasione del precedente incontro, ed in particolare riguardo la fornitura di distintivo e pettorina di Polizia giudiziaria, alla dotazione di tablet con connessione dati, unitamente alla effettiva condivisione di tutte le banche dati utili ai fini degli accertamenti, indispensabili per effettuare i cosiddetti accessi brevi e per l’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività, da sempre fonte di tensione e di esposizione a rischi per il personale ispettivo. Dotazioni che, a fronte di un limitato impegno economico da parte dell’Amministrazione, in attesa di un futuro riassetto generale dell’attività ispettiva che sembra andare verso la costituzione di un’agenzia unica, possono incidere sensibilmente e nell’immediato, sui livelli di tutela del personale ispettivo.

I fatti di Casalnuovo hanno innescato perduranti e preoccupanti manifestazioni di intolleranza che di volta in volta assumono le forme dell’ingiuria, delle aggressioni verbali e fisiche e che, ultimamente, si sono esplicitate anche  in azioni civili risarcitorie intraprese nei confronti degli ispettori, accusati perfino di espletare la propria funzione in modo “troppo zelante”.

Il disagio, il senso di insicurezza e di avvilimento degli ispettori hanno raggiunto livelli tali da far intraprendere azioni di protesta del tutto spontanee da parte di numerosi colleghi che hanno revocato la disponibilità dell’uso del mezzo proprio ed dell’effettuazione di lavoro straordinario. Abbiamo notizie di circa 1200 ispettori, appartenenti a più del 50% degli uffici territoriali, che si sono determinati in tal senso.

Azioni che, aumentando esponenzialmente i tempi per i singoli accessi ispettivi ed impedendo di effettuare accessi serali/notturni/festivi, stanno causando, in quegli uffici dove tali forme di protesta sono state attuate in modo più consistente, un sensibile rallentamento dell’attività ispettiva, una minore presenza sul territorio e, come conseguenza, un abbassamento dei livelli di tutela dei lavoratori.

D’altra parte, la ripresa discussione sull’orario di lavoro, tralasciata da tempo ed affrontata in questo momento storico ed in queste condizioni, potrebbe rappresentare un’ulteriore criticità per la sicurezza del personale ispettivo, che si troverebbe ad effettuare accessi in fasce orarie nelle quali il livello di esposizione a rischi si ritiene possa innalzarsi. Con questo timore e senza entrare nel merito della piattaforma in discussione, che analizzeremo organicamente anche sulla scorta delle previste proposte delle OO.SS. e degli esiti della riunione prevista per il 31 luglio p.v., l’ILA auspica che la materia dell’orario di lavoro venga affrontata nel contesto più ampio della sicurezza, quello lamentato in questi mesi dal personale ispettivo.

Nel frattempo, In questi giorni, giungono notizie di un ulteriore incremento dell’azione di protesta dei colleghi quale manifestazione di insofferenza nei confronti della nuova articolazione oraria ipotizzata. Per questo confidiamo che nei prossimi incontri si esplorino ulteriori soluzioni, anche in termini di non obbligatorietà e di maggiore flessibilità, volte in ogni caso a porre maggiore attenzione alla tutela del personale più che ai previsti profili incentivanti.

Fiducioso di ricevere riscontro sulle iniziative avviate e sui tempi necessari affinché possano esplicare effetti sullo status del personale di vigilanza di questo Ministero,

porgo distinti saluti.

Il Presidente

Gerardo Donato LANZA